Patroni

PATRONI PRINCIPALI DELLA DIOCESI

 24 novembre

SAN PROSPERO, vescovo,

patrono principale della Città di Reggio e della Diocesi

 

Secondo la tradizione locale, San Prospero fu Vescovo di Reggio, antica cittadina romana, dopo la metà del secolo V, probabilmente il nono nella successione dei Pastori, da sempre venerato come “difensore della città”.

L’antico lezionario latino, confermato dalla stessa storia civile, ricordava genericamente che quelli del periodo del Vescovo Prospero erano tempi terribili: “in Italia e precipuamente nella Gallia Cisalpina in cui è posta Reggio, si ebbero varie incursioni dei Barbari”.

Oltre alle calamità belliche, la Chiesa soffriva anche per le eresie che negavano la doppia natura di Gesù, il Cristo Salvatore, vero Dio e vero Uomo, per cui spesso si dovevano riunire Concili Ecumenici e Sinodi Regionali per fissare e precisare i dogmi, le verità di fede, che noi ancor oggi riaffermiamo ogni domenica proclamando il Credo.

Come testimonia il suddetto Lezionario: “Nel servizio pastorale, Prospero si comportò così da far conoscere la sana e celeste Dottrina al popolo che gli era stato affidato, ed ancor più per spingere lo stesso a vivere santamente e piamente con una vita impregnata di santi costumi. Egli era assiduo nella preghiera, generoso nelle elemosine e molto attivo nelle cure difficili della Chiesa. Era lodato da tutti, meritatamente, come comune fratello di tutti, poiché mostrava se stesso come esempio delle opere buone in ogni cosa, come una lucerna sul candelabro.

“Infine, dopo aver presieduto la Chiesa reggiana per ventidue anni, preparato dalle orazioni, digiuni e vigilie, conoscendo che si approssimava il giorno della propria morte, convocato il Clero, tra salutari ammonimenti e divini colloqui, illustre per miracoli volò al cielo il 25 giugno.

“Il suo corpo, dapprima deposto nella chiesetta di Sant’Apollinare da lui stesso edificata fuori dalle mura della città, subì poi varie traslazioni… La terza fu effettuata il 24 novembre dell’anno 997 nella basilica appositamente costruita dal Vescovo Teuzone nel centro della città”, dove ancora oggi giace, vivo nella memoria dei fedeli.

 

4 ottobre

SAN FRANCESCO D’ASSISI,

patrono d’Italia

patrono principale della Città di Guastalla e della Diocesi

 

Francesco fu proclamato patrono della Città di Guastalla il 16 febbraio 1658, e quindi della Diocesi di Guastalla quando fu creata nel 1828; nel 1986, con l’unione di Reggio e Guastalla, san Francesco è divenuto patrono della nuova Diocesi insieme a S. Prospero.

 

29 aprile

BEATA VERGINE DELLA GHIARA

patrona della Città di Reggio e della Diocesi

 

Lungo il corso essicato di un torrente compreso entro la città medievale, detto appunto «la Ghiara», sorgeva in Reggio Emilia il muricciolo ortivo dei Servi. Nella seconda metà del secolo XVI un pittore reggiano, Giovanni Bianchi detto il Bertone, vi dipinse un affresco della Beata Vergine Maria adorante il Figlio, copiando da un disegno del celebre Lelio Orsi. Nella notte fra il 28 e il 29 aprile 1596, un garzone macellaio diciassettenne di nome Marchino, originario di Castelnovo Monti (RE), sordomuto dalla nascita, pregando davanti alla sacra Immagine acquistò all’improvviso e l’udito e la parola. Il fatto prodigioso, esaminato giudiziariamente a distanza di un mese, portò all’erezione dell’attuale Basilica della Ghiara da parte della comunità reggiana, tra il 1597 e il 1610 circa. Nel magnifico santuario, insigne testimonianza di fede e di arte, fu trasferita la venerata Immagine il 12 maggio 1619. In quell’occasione, Alessandro Squadroni, giurista reggiano di profonda cultura e pietà, pubblicò il suo «Fasciculus laudum Regi Lepidi».

 

7 febbraio

BEATA VERGINE DELLA PORTA

patrona della Città di Guastalla e della Diocesi

 

Nel 1693 una serie di eventi prodigiosi, attribuiti ad una immagine di Maria dipinta sulla porta di san Francesco a Guastalla, diede origine ad una più intensa pietà popolare. Nel 1701 l’immagine fu trasferita nell’attuale tempio, eretto dalla pietà dei guastallesi, per iniziativa del duca Vincenzo Gonzaga, su disegno di Prospero Mattioli. Da quel momento la Vergine della Porta fu venerata patrona della città e poi della diocesi, anche se la proclamazione ufficiale è avvenuta in epoca abbastanza recente. Dal 1986, la B. V. della Porta è invocata, insieme alla B. V. della Ghiara, Patrona della Chiesa di Reggio Emilia-Guastalla.

 

COMPATRONI DI REGGIO E DELLA DIOCESI

25 ottobre

SANTI CRISANTO E DARIA, martiri

patroni della Città di Reggio

 

I Santi Crisanto e Daria da oltre un millennio sono venerati patroni della Città di Reggio Emilia.

La loro memoria è presente nei più antichi Martirologi della Chiesa di Oriente e di Occidente e il loro culto si è diffuso in tutta la cristianità fin dai primi secoli: lo testimoniano le raffigurazioni dei due santi Martiri nei mosaici di Sant’Apollinare a Ravenna. Nel Martirologio Romano pubblicato nel 2001 a norma della Costituzione del Concilio Ecumenico Vaticano II sulla sacra Liturgia, così si apre l’elenco dei Santi ricordati dalla Chiesa il 25 ottobre: «a Roma nel cimitero di Trasóne sulla via Salaria nuova, santi Crisanto e Daria, martiri, lodati dal papa san Damaso».

Da Roma i loro corpi sono stati trasferiti a Reggio nell’anno 947 e deposti nella cripta della Cattedrale per iniziativa del Vescovo Adelardo.

Il loro culto di diffuse rapidamente nella Città di Reggio al punto che furono dichiarati Patroni, assieme a S. Prospero, con il quale compaiono nel gonfalone della stessa Città.

Secondo l’iconografia tradizionale che li vuole rivestiti di abiti bianchi secolari, Crisanto e Daria erano cristiani, e cristiani laici vissuti nel III secolo, convertiti al cristianesimo ricevendone il Battesimo e accomunati dalla testimonianza al Vangelo fino al Martirio (si suppone nell’anno 283).

12 settembre

SAN  VENERIO, abate

 

Nacque intorno al 560 e fu un monaco eremita sull’isola del Tino, isola dell’arcipelago spezzino. Morì nel 630 e in sua memoria fu costruito sulla sua tomba un monastero ad opera dei monaci Benedettini. San Venerio divenne il patrono di Luni, ma la città nel X secolo fu saccheggiata a più riprese dai Vichinghi e, soprattutto, dai Saraceni. Come conseguenza la città cadde in un periodo molto buio nel quale la sede del Vescovado fu trasferita a Sarzana. Le reliquie del santo furono invece trasferite a Reggio Emilia (la loro presenza è documentata nel 997), dove il santo fu affiancato a san Prospero e ai santi Crisanto e Daria, nel ruolo di patrono della città. Divenne compatrono anche di Reggiolo. Il suo corpo è custodito venerato nella chiesa di san Pietro qui in Città, mentre nel 1960 un’insigne reliquia è ritornata sull’isola del Tino, con una solenne cerimonia. San Venerio è il patrono del golfo di La Spezia e dei fanalisti d’Italia (custodi dei fari sulle coste, nel ricordo dei fuochi che Venerio accendeva salvando di notte i navigatori).

La sua memoria è al 13 settembre, quando la Chiesa universale ricorda san Giovanni Crisostomo. Nella nostra Diocesi, con il calendario del 1989 si confermò per san Venerio il ricordo anticipato di un giorno; dopo il 2000, per consentire la festa del Nome di Maria, ripristinata al 12 settembre, la memoria si può anticipare all’11 settembre.

 

25 novembre

SANTA GIOCONDA, vergine

 

La tradizione locale ritiene santa Gioconda discepola del vescovo san Prospero — per questo si celebra all’indomani della festa del Patrono—, il cui episcopato risale al secolo V. Tuttavia, il suo culto si è esteso a tutta la città di Reggio e alla Diocesi verso l’anno 1030; in seguito sarà largamente sottolineato anche dall’iconografia reggiana. Il corpo della Santa è conservato e venerato nel tempio cittadino dei santi Pietro e Prospero. Nell’ultima revisione del Proprio diocesano, che risale al 1989, nella memoria di santa Gioconda si propone alla meditazione dei fedeli un passo dell’Esortazione apostolica sulla gioia cristiana del beato Paolo VI.

9 luglio

BEATA GIOVANNA SCOPELLI, vergine

 

Giovanna Scopelli nacque a Reggio Emilia, probabilmente nel 1428; ottenne dai genitori il permesso di farsi mantellata carmelitana, vivendo però in casa. Morti i genitori, si ritirò presso una vedova di modeste condizioni economiche, ma di molta pietà, che pensava di costruire un Monastero. Abitarono insieme con le due figlie della vedova dal 1480 al 1484, mentre Giovanna cercava un altro luogo che potesse servire da Monastero.

Desiderosa di avere la chiesa di S. Bernardo, tenuta dai Frati Umiliati, con l’appoggio del vescovo Filippo Zoboli, la ottenne dal loro Generale, di passaggio per Reggio. Il nuovo Monastero cambia il nome di S. Bernardo in quello di S. Maria del Popolo (poi detto monastero “delle Bianche”); di questo ella divenne Priora. Le immancabili difficoltà finanziarie degli inizi vennero risolte con l’aiuto di un benefattore reggiano, Cristoforo Zoboli.

Altre venti religiose formarono, sotto la sua guida, la nuova Comunità, che fu affidata alla cura della Congregazione Mantovana dei Carmelitani, da cui ebbe un confessore nel 1487.

La Scopelli, così, appartiene alla preistoria delle monache carmelitane e di questa esperienza di vita contemplativa fu “una delle esponenti di spicco in Italia”, come l’ha definita san Giovanni Paolo II nella Lettera all’Ordine il 7 ottobre 2002. Non c’era, infatti, tradizione di monasteri femminili carmelitani in Italia cui guardare per ispirarsi, così che Giovanna ebbe la capacità di adattare i valori fondamentali del Carmelo alla nuova situazione. Dotata da Dio di carismi straordinari, ricca di profonda pietà mariana e animata da intenso spirito di penitenza, Giovanna morì il 9 luglio 1491. Il suo culto ebbe inizio l’anno seguente, con l’esumazione del corpo, trovato miracolosamente incorrotto.

Nel 1500 si raccolse un giudizio pubblico sulla vita, sulle sue virtù e i suoi miracoli; negli anni 1767-70 fu tenuto il processo diocesano per il riconoscimento del culto, che fu approvato da Clemente XIV nel 1771.

In seguito alla soppressione del Monastero e della chiesa delle Carmelitane, avvenuta nel 1797, il corpo della beata fu trasferito nella Cattedrale. In occasione della recente opera di restauro, si è proceduto alla ricognizione canonica sui resti mortali della Beata. Nel giorno della conclusione, il 12 settembre 2008, il vescovo Adriano Caprioli ha fatto porre sul petto della Beata una stella d’oro affinché la Beata Giovanna continui, nel firmamento della Chiesa reggiana, a guidare la Comunità tutta. La domenica 1° febbraio 2009, nella giornata diocesana della vita consacrata, l’urna con le spoglie mortali della Beata è stata ricollocata in Cattedrale, in attesa della risurrezione.