Sabato 18 Maggio 2013
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 Archivio articoli pubblicati » Anno 2013 » Marzo » Nell'oscurità credere è toccare la mano di Dio 
Credere è nascere ancora   versione testuale
Il 1° marzo, in Cattedrale, il Vescovo Massimo ha proposto ai giovani una meditazione sull'incontro tra Gesù e Nicodemo









"Venerdì scorso, al nostro primo incontro, ero emozionato. Non so se ve ne siete accorti. Sono rimasto colpito dalla vostra attenzione e partecipazione". Il Vescovo Massimo inizia con parole di apprezzamento per i suoi interlocutori il secondo appuntamento del ciclo quaresimale per giovani  "Chi cercate?" sugli incontri di Gesù nel vangelo di Giovanni.
La Cattedrale è già piena quando il Vescovo, venerdì primo marzo, propone la sua riflessione dopo la lettura del capitolo terzo del vangelo di Giovanni nel quale avviene il dialogo tra Gesù e Nicodemo. Alcune decine di giovani sono in chiesa dalle 20, quando la chiesa è stata aperta per offrire la possibilità di incontrare Gesù nel sacramento della Riconciliazione. Per l'occasione sono infatti stati predisposti 20 confessionali ed anche il Vescovo è tra i confessori. Come già venerdì 22 febbraio, l'incontro si apre con un canto spiritual e la lettura del Vangelo di Giovanni ai quali segue la lectio proposta dal Vescovo. Al Vangelo i giovani non solo riempiono le sedie della navata centrale e una parte dei banchi del transetto, ma anche le navate laterali e le sedie collocate nell'abside per seguire l'incontro attraverso i monitor.
 
Nicodemo ammira Gesù, ma ha paura di ammetterlo a se stesso e agli altri, dice mons. Camisasca invitando i giovani a confrontarsi con il testo evangelico. Gesù vuole che prendiamo posizione di fronte a Lui. Perché, come afferma il Vescovo con un esempio che i giovani hano sentito vicino, si può  amare una persona, ma se non arrivi mai a dirle “ti amo” quell’amore non è ancora vero. Quando l’amore è vero, ci viene voglia di gridarlo, e così l’amore si radica in noi e nasce la gioia.
A Nicodemo manca questa gioia perché non può parlare con gli amici di come Gesù lo sta cambiando. Così va da Lui ma Gesù gli risponde che egli deve accettare che Dio faccia rinascere la sua vita, che ponga in lui un seme che lo cambi profondamente. "Credere", aggiunge mons. Massimo Camisasca citando una frase pronunciata da Bendetto XVI al termine degli esercizi spirituali alcune settimane fa, "non è altro che nell’oscurità del mondo toccare la mano di Dio e così nel silenzio ascoltare la Parola e vedere l’amore”.
 
Il Vescovo Massimo coniuga poi il tema della giovinezza con la speranza. La giovinezza c’è quando attraversiamo la vita ricreandola, quando nella nostra vita c’è la speranza, quando ciò che ci accade non ci lega, non ci condanna, ma ci spinge avanti. È sperare in Dio, è essere sicuri che non siamo condannati dal nostro male, che questo è una parte di noi, non il nostro volto. È sapere perdonare. Dio è sempre nuovo e ci apre sempre nuovi orizzonti.
Ed Egli ha donato al mondo il dono della rinascita, il Battesimo. Nasce così un uomo nuovo.
 
La serata si è conclusa con le domande di tre giovani e la preghiera del Padre Nostro.
 
Il video della serata: