Il Portale della Misericordia: alla ricerca della centesima stella

Il Portale della Misericordia: alla ricerca della centesima stella

Quasi a sorpresa ha fatto la sua comparsa un “nuovo” portale a inquadrare la porta della cattedrale per l’inaugurazione diocesana dell’Anno Giubilare: 99 stelle e il buon Pastore

Spalancato dal Vescovo il portone centrale della Cattedrale, rinnovato segno di un Dio che apre il cuore ai propri figli che lo riconoscono come Padre misericordioso, a inaugurare questo Anno Santo straordinario voluto dal Papa. Ma straordinario non è solo il Giubileo (secondo lo scadenzario canonico il prossimo Anno Santo sarebbe caduto nel 2025!). Altrettanto inedito il disposto pontificio che ha esteso a tutte le cattedrali del mondo l’apertura di una “Porta Santa”, esclusivo appannaggio plurisecolare delle Basiliche Patriarcali Romane. La straordinarietà dell’avvenimento giubilare ha costretto anche la Diocesi a riflettere su quali potessero essere le azioni da mettere in atto per soddisfare le richieste del Papa, consentendo a quanti lo desiderassero di poter vivere con maggiore intensità possibile quest’anno di Grazia.

Tra le diverse proposte, sul versante delle azioni “sensibili”, destinate a colpire immaginazione, fantasia e in ultima analisi il cuore delle persone, anche quella della Porta della Misericordia, il varco da oltrepassare a sottolineare l’inserimento in Cristo di quanti hanno il dono della fede.

Le caratteristiche architettoniche della cattedrale di Reggio, priva di un “filtro” tra la piazza e l’interno tale da consentire un accesso mediato, prezioso per la riflessione e il silenzio, hanno fatto pensare a un “segno” da collocarsi all’interno, in una delle navate sulle quali si aprono le cappelle destinate alla celebrazione del sacramento della Riconciliazione.

Il Portale della Misericordia, “monumentale” non tanto per le dimensioni, ma – etimologicamente – in quanto memoria, posto all’inizio della navata nord, con i suoi 3,80 mt di altezza, riproduce fisicamente e concettualmente la porta maggiore della cattedrale, aperta solennemente dal Vescovo il 13 dicembre. È realizzato in materiale ligneo, rifinito con un leggero strato di intonaco. Immediatamente percepibile nella sua linea formale, si caratterizza per stipiti e architrave strombati, a simulare un abbraccio che invita e accoglie. La soglia appena sollevata sul piano pavimentale vuole alludere al movimento di abbassamento di Dio verso la dimensione umana che al contempo eleva l’umanità verso l’alto.

Brillano sugli stipiti e sull’architrave del portale 99 stelle dorate cruciformi (evidente allusione alle 99 pecore della parabola del vangelo di Luca), costellazione danzante attorno al Cristo crioforo (“portatore di ariete”) con sulle spalle una pecora realizzata in foglia d’argento. È, infatti, ispirata al noto passo evangelico l’iconografia squadernata sulla candida superficie del portale, come a ricordare che ciascuno di noi è la pecora smarrita che il pastore cerca e che, varcando questa soglia, ognuno è la centesima stella, quella che ricompone l’unità dell’ovile di Dio. Incise sull’interno degli stipiti due croci si offrono al bacio dei fedeli secondo una antica tradizione, mentre in basso sono gli stemmi pontificio ed episcopale a sottolineare che la Misericordia di Dio è un dono fatto nella dimensione storica del tempo (quello speciale voluto da papa Francesco con il Giubileo) e dello spazio (quello territoriale della Chiesa di Reggio Emilia – Guastalla).

L’elemento e l’apparato iconografico che lo caratterizza vorrebbero concorrere a supportare la meditazione orante nel momento in cui si varca questa porta. L’attraversamento della porta, infatti, non può essere frainteso, o assimilato a un atto magico o superstizioso; deve piuttosto configurarsi come una professione di fede in Cristo che ci introduce al cospetto del Padre misericordioso, trovando il suo naturale approdo nella celebrazione del sacramento del Perdono e nella piena Comunione con i fratelli raccolti intorno alle mensa eucaristica.

Un’iconografia immediatamente percepibile (brani evangelici esplicativi accompagnano il portale), che potrà diventare occasione di catechesi anche per i genitori pellegrini con il loro bambini, ai quali dopo aver fatto contare le stelle, si potrà spiegare il senso della parabola e come Dio non si stanca mai di venirci a cercare quando ci smarriamo nei meandri, a volte vischiosi, della quotidianità.

La pianificazione progettuale del portale, ideato da Fernando Miele dell’ufficio beni culturali della diocesi, è stata curata dall’architetto Mauro Severi. La realizzazione dell’opera si deve alla ditta Athena di Gianni Gazzotti di Toano (RE).