Pandemia, Decreto del Vescovo su speciali indulgenze e Riconciliazione

Pubblichiamo il Decreto del vescovo Camisasca sulle Indulgenze ai fedeli e sul sacramento della Riconciliazione in questa situazione di pandemia.

Per approfondirlo si invita a leggere l’intervista rilasciata da don Matteo ad Edoardo Tincani sul sito de La Libertà

SPECIALI INDULGENZE AI FEDELI

E SACRAMENTO DELLA RICONCILIAZIONE NELL’ATTUALE SITUAZIONE DI PANDEMIA

Cari sacerdoti,
Cari diaconi,
Cari fratelli e sorelle,

la gravità dell’attuale situazione di pandemia in cui versa l’intera umanità richiede che in modo ancor più forte ogni fedele possa ricevere il conforto che viene dal perdono di Dio.

I.

INDULGENZA PLENARIA

Con Decreto del 19 marzo 2020 circa la concessione di speciali Indulgenze ai fedeli nell’attuale situazione di pandemia, la Penitenziaria Apostolica concede il dono di speciali Indulgenze ai fedeli affetti dal morbo Covid-19, comunemente detto Coronavirus, nonché agli operatori sanitari, ai famigliari e a tutti coloro che a qualsivoglia titolo, anche con la preghiera, si prendono cura di essi. Secondo le indicazioni della Penitenzieria, è accordata l’Indulgenza plenaria:

ai fedeli affetti da Coronavirus, sottoposti a regime di quarantena per disposizione dell’autorià sanitaria negli ospedali o nelle proprie abitazioni se, con l’animo distaccato da qualsiasi peccato, si uniranno spiritualmente attraverso i mezzi di comunicazione alla celebrazione della Santa Messa, alla recita del Santo Rosario, alla pia pratica della Via Crucis o ad altre forme di devozione, o se almeno reciteranno il Credo, il Padre Nostro e l’Ave Maria, offrendo questa prova in spirito di fede in Dio e di carità verso i fratelli, con la volontà di adempiere le consuete condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre), non appena sarà loro possibile;

– alle medesime condizioni, è al pari concessa agli operatori sanitari, ai familiari e a quanti, sull’esempio del Buon Samaritano, assistono i malati di Coronavirus secondo le parole del Divino Redentore: «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» (Gv 15,13);

– alle medesime condizioni, poi è accordata a quei fedeli che offrano la visita al Santissimo Sacramento, o la lettura delle Sacre Scritture, o la recita del Santo Rosario, o il pio esercizio della Via Crucis, o la recita della Coroncina della Divina Misericordia, per implorare da Dio Onnipotente la cessazione dell’epidemia, il sollievo per coloro che ne sono afflitti e la salvezza eterna di quanti il Signore ha chiamato a sé.

II.
INDULGENZA PLENARIA IN PUNTO DI MORTE

La Chiesa tutta prega per chi si trovasse nell’impossibilità di ricevere il sacramento dell’Unzione degli infermi e del Viatico, affidando alla Misericordia divina tutti e ciascuno in forza della comunione dei santi, e concede al fedele in punto di morte l’Indulgenza plenaria, purché sia debitamente disposto e abbia recitato abitualmente durante la vita qualche preghiera (in questo caso la Chiesa supplisce alle solite condizioni richieste).
Per il conseguimento di tale indulgenza si suggerisce che il fedele possa rivolgere la propria attenzione al Crocifisso. (cf. Enchiridion indulgentiarum, n.12).

III.
SACRAMENTO DELLA RICONCILIAZIONE – ASSOLUZIONE INDIVIDUALE E
ASSOLUZIONE A PIÙ PENITENTI SENZA PREVIA CONFESSIONE INDIVIDUALE

Dice il Signore: “Io sono con voi tutti i giorni” (Mt 28, 20). Per quanto riguarda il Sacramento della Riconciliazione, secondo le indicazioni della Conferenza Episcopale Italiana, anche per la nostra Diocesi, la confessione individuale nei luoghi di culto avvenga in spazi ampi ed areati, esterni al confessionale.
Nell’ascolto delle confessioni si mantenga una distanza adeguata tra il ministro e il penitente, con la dovuta riservatezza del sigillo sacramentale. A protezione del penitente e propria, il sacerdote indossi una mascherina protettiva idonea.

Con la Nota del 19 marzo 2020 circa il Sacramento della Riconciliazione, la Penitenzieria Apostolica ha inoltre ricordato che la confessione individuale rappresenta il modo ordinario per la celebrazione di questo sacramento, mentre l’assoluzione collettiva, senza la previa confessione individuale, non può essere impartita se non laddove ricorra l’imminente pericolo di morte, non bastando il tempo per ascoltare le confessioni dei singoli penitenti, oppure una grave necessità (can. 961 § 1, 2° CIC), ferma restando la necessità, per la valida assoluzione, del votum sacramenti da parte del singolo penitente, vale a dire il proposito di confessare a tempo debito i singoli peccati gravi, che non era possibile confessare al momento della confessione.

A causa del livello di contagio e della grave necessità provocata nel nostro territorio dalla situazione di pandemia, nel rispetto delle indicazioni della Penitenziaria Apostolica, DISPONGO, per il periodo di emergenza sanitaria che i sacerdoti e i religiosi incaricati dal vescovo possano impartire l’assoluzione a più penitenti senza previa confessione individuale quando gli ammalati ivi ricoverati siano in pericolo di vita o si trovino in reparti in cui non sia possibile garantire le adeguate misure sanitarie per evitare il contagio.
L’assoluzione può essere impartita anche al personale sanitario che ne faccia richiesta.

Si provveda a impartire l’assoluzione in modo che i presenti possano ascoltare le parole del sacerdote, rispettando, per quanto possibile, le sensibilità dei non credenti o di chi non sia cristiano.

I penitenti siano in qualche modo avvisati delle condizioni previste per ricevere l’assoluzione: il pentimento per i propri peccati e il proposito di confessare quelli gravi quando, superate le attuali circostanze o riottenuta la salute, si potrà accedere alla confessione individuale.

I sacerdoti, siano dotati di idonea mascherina protettiva e, ove possibile, di presidi di reciproca protezione sanitaria.

IV.
COLORO CHE NON POSSONO RICEVERE L’ASSOLUZIONE

Laddove i singoli fedeli si trovassero nella dolorosa impossibilità di ricevere l’assoluzione sacramentale, si ricorda che la contrizione perfetta, proveniente dall’amore di Dio amato sopra ogni cosa, espressa da una sincera richiesta di perdono (quella che al momento il penitente è in grado di esprimere) e accompagnata dal proposito di ricorrere, appena possibile, alla confessione sacramentale, ottiene il perdono di tutti i peccati (cf. Catechismo, n. 1452).

Mai come in questo tempo la Chiesa sperimenta la forza della comunione dei santi, innalza al suo Signore Crocifisso e Risorto voti e preghiere, in particolare il Sacrificio della Santa Messa, quotidianamente celebrato, anche senza popolo, dai sacerdoti.

La Beata Vergine Maria, Salute degli infermi e Aiuto dei cristiani, alla quale ho voluto rinnovare il gesto di affidamento della nostra Chiesa mediante la preghiera del Santo Rosario nella Solennità di San Giuseppe, presso il Santuario della Madonna della Ghiara, voglia soccorrere l’umanità sofferente, respingendo da noi il male di questa pandemia e ottenendoci ogni bene necessario alla nostra salvezza e santificazione.

Con la mia benedizione nel Signore,

+Massimo Camisasca